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Il Pontek vince il derby con il S.Pio X
Sabato 25 Ottobre 2014 13:00

In un PalaBancole gremito, pronto riscatto della formazione di Albertini-Martini

Leggi tutto...BANCOLE. Serata speciale per il Pontek, che nella cornice spettacolare di un PalaBancole gremito e tirato a festa, batte il S.Pio X nel secondo derby virgiliano della stagione. L'avvio della gara è totalmente appannaggio degli ospiti che con gli ex Zucchi e Gianluca Sacchi nel primo quarto di gara trovano la via del canestro con regolarità, mantenendo però un'alta pressione in difesa che incarta un po' il Pontek alla disperata ricerca di soluzioni offensive. Nell'avvio della seconda frazione sono sempre gli ospiti a tirare le fila, forti di un reparto lunghi più attrezzato rispetto a quello del Pontek, orfano inoltre di Francesco Sacchi, messo fuori uso dopo pochi minuti da un infortunio alla caviglia. A metà del secondo quarto però il Pontek gioca la carta Albertini e la squadra ha immediatamente un moto di reazione che in pochi minuti porta al sorpasso sui cugini, andando al riposo lungo sul 36-35. A questo punto l'inerzia della gara sembra totalmente nelle mani del Pontek, complice anche un calo fisico della squadra di coach Tosetti, che prova a pescare dalla panchina energie fresche da Padovani e Stanzani, ma senza tuttavia riuscire a ritrovare la vèrve dei primi minuti. Le iniziative individuali di Faccioli e la mano calda di Mantovani dalla lunga distanza segnano un piccolo break a favore dei bancolesi, ma la partita è ancora lunga e il Pontek sembra volersi complicare la vita. Arrivano infatti nel giro di pochi minuti due falli tecnici, prima allo stesso Faccioli (quarto personale e panchina per lui) e poi ad Albertini, che potevano rappresentare una svolta da cogliere al volo per il S.Pio X che però è in evidente affanno e non riesce a completare la rimonta. Nell'ultimo quarto le squadre si allungano sempre di più; aumentano gli errori grossolani, le palle perse e i falli si sprecano. Dalla linea della carità però Borretti è infallibile, così come Rossignoli che con un paio di sgroppate negli ultimi minuti, arrotondano il risultato sul massimo vantaggio della partita, facendo segnare alla sirena il risultato di 70-61. Grande festa ed entusiasmo del PalaBancole che torna ad applaudire un Pontek che nel complesso si è aggiudicato con merito questo derby, affossando invece sempre di più il morale di un S.Pio X che rimedia la quinta sconfitta consecutiva. Una bella iniezione di fiducia per la coppia Albertini-Martini che potrà preparare al meglio la prossima trasferta a Gardone di venerdì, cercando di limitare al massimo le intemperanze dei propri giocatori prima che queste rischino di compromettere il buon lavoro fatto da tutta la squadra finora.
Andrea Battisti

 
Basket D: Pontek-San Pio X, derby delle deluse
Venerdì 24 Ottobre 2014 10:42

MANTOVA Il derby delle deluse al centro dei riflettori. Punti pesanti in palio a Bancole (ore 21) tra i padroni di casa del Pontek, fermi a quota due in classifica, e un San Pio X ancora a secco. La scoppola di Castelcovati brucia in casa Bancole, la prima vittoria in casa sarebbe un buon toccasana. «Speriamo di riscattare l'ultima prova, davvero opaca - conferma patron Fabio Volpi -. San Pio X non ha ancora vinto? Mi auguro non cominci con noi. Scherzi a parte, non meritano quella classifica. In estate ci hanno battuti e hanno molti ex, le motivazioni non mancheranno loro». Pontek al completo, San Pio X alle prese con qualche acciacco. Out Purrone e Araldi, disponibili, ma a mezzo servizio, Pizzinati e Padovani. Rientra Zucchi. «Ci serve questa benedetta vittoria - spiega il tecnico Ciro Tosetti -. Bancole è una squadra giovane, con un una buona batteria d'esterni e un big della categoria, Borretti. Noi siamo forti sotto canestro, dovremo portare lì la partita».

 
Grande successo per il clinic di Andrea Mazzon
Mercoledì 22 Ottobre 2014 19:57

Il grande allenatore veneziano ha lavorato due giorni con le squadre giovanili della società bancolese

Leggi tutto...BANCOLE. Si è chiusa con un grande successo l'iniziativa del Basket Bancole che ha portato un affermato allenatore del calibro di Andrea Mazzon al PalaBancole, per una due giorni di didattica intensiva sulla pallacanestro con i ragazzi del settore giovanile e i loro allenatori. Mazzon si è prestato a questa iniziativa in virtù di un'amicizia che lo lega alla società biancorossa da oltre trent'anni e ha risposto all'invito con grande entusiasmo. Lo stesso sentimento che ha messo sul parquet del palasport di via Gramsci una volta trovatosi al cospetto delle squadre del settore giovanile. Dapprima, nella serata di lunedì, con la formazione under 15 (con assistenti Stefano Gozzi e Diego Battocchi), poi con l'under 17 di Gozzi e Silvano Bertasi e per finire con la selezione under 19 di Elena Martini e Claudio Albertini. Nella giornata di martedì invece è stata la volta delle formazioni under 13 e under 14 di Davide Boccaletti e Alberto Grassi. Tutti hanno potuto apprezzare, oltre alla grandissima professionalità e preparazione del coach, anche una fortissima disponibilità che ha permesso sia agli istruttori che ai ragazzi di confrontarsi con un protagonista affermato della pallacanestro nazionale. Un allenatore con una lunga carriera alle spalle e una visione del gioco del basket a 360° sia a livello italiano ma anche internazionale, forte di esperienze che lo hanno portato a varcare i confini per confrontarsi con realtà diverse da quelle a cui siamo abituati, ma in cui in fondo si ritrova in egual modo l'essenza della passione per la palla a spicchi. Il suo "clinic" alla corte del Basket Bancole è stata anche l'occasione per una intervista ad ampio raggio sulla situazione attuale del mondo della pallacanestro.

Mazzon, come vede il momento attuale della pallacanestro italiana?
In questi anni in Italia si sta facendo un grande lavoro o quantomeno ci stiamo provando. Obiettivamente siamo un po' indietro rispetto alle altre realtà europee, ma l'Italia è un paese in cui il livello tecnico e di preparazione di allenatori e istruttori è molto alto. Più problematica la situazione a livello di giocatori, dove paghiamo un gap a livello fisico e tecnico, conseguenza della crisi dei settori giovanili.

E in Europa la prospettiva è un po' più florida?
A livello generale è difficile da dirsi, ma ci sono realtà particolari come la Spagna dove c'è ancora una grande attenzione verso i giovani e la crescita degli atleti, che consente di fatto la possibilità di produrre giocatori completi e di alto livello.

E in Grecia, realtà che conosce bene?
Anche lì storicamente si è sempre fatto un gran lavoro nei settori giovanili, ma la situazione economica negli ultimi anni ha cambiato le cose. Anche li, come da noi del resto, si investe molto meno rispetto agli anni passati e quindi le possibilità per i giovani di emergere, o per un giovane allenatore di iniziare una carriera si fanno molto più ardue.

Quali sono le più grandi difficoltà che si incontrano nel quotidiano?
Innanzitutto l'impossibilità di programmare. Le logiche economiche che obbligano a ricercare risultati immediati a tutti i costi rendono difficilissimo per un allenatore impostare un lavoro che, a lungo termine, possa portare i frutti necessari per una crescita del movimento. Così come per un giocatore che rischia di essere subito accantonato dopo qualche prestazione non ritenuta all'altezza. Ma allo stesso tempo anche le società si trovano in difficoltà per le continue modifiche regolamentari riguardanti le proprietà e i cartellini dei giocatori, e più in nel dettaglio visto che è argomento proprio di questi mesi, riguardo ai premi legati alla loro valorizzazione. Tutto questo rende molto più difficile programmare strategie a lungo termine e chiaramente le società che devono far quadrare i conti economici devono adeguarsi per trovare delle soluzioni.

C'è chi dice che la colpa è anche dei troppi stranieri...
In realtà non sono d'accordo perché dobbiamo capire che al giorno d'oggi la competizione è globale. Devono emergere giocatori e allenatori per le loro capacità, per il lavoro e l'abnegazione, a prescindere dalla nazionalità. Bisogna riuscire a trovare degli stimoli per emergere dalla competizione. E poi dobbiamo capire che la pallacanestro non è in mano a dei mecenati, ma ad imprenditori che in quanto tali devono far guadagnare la propria azienda. Quindi se il mercato richiede determinati tipi di giocatori per delle logiche di appeal, di spettacolo e di promozione, non possiamo pretendere di cambiare la mentalità con delle regole costrittive che si rivelerebbero antieconomiche.

E riguardo ai giovani. Come è cambiato l'approccio verso di loro?
Rispetto a qualche anno fa è cambiato molto perché caratterialmente sono molto più deboli. Poco avvezzi alle critiche, risentono in generale del clima di insicurezza che si respira nella società di oggi. Con loro un allenatore al giorno d'oggi deve essere compassionevole e dotato di grande equilibrio. Deve riuscire ad infondere sicurezza e più in generale deve curare molto di più l'aspetto “umano” di gestione dello spogliatoio rispetto a qualche anno fa, tenendo ben presente che oggi il metodo coercitivo non è la soluzione ideale per la buona crescita di un giovane.

Quindi anche la creazione del gruppo oggi è più difficoltosa.
Assolutamente si. Creare le dinamiche di gruppo oggi è molto difficile sia per come si sono modificati i rapporti tra allenatori e giocatori, ma anche tra allenatore e società. L'impossibilità di programmare a lungo termine, lavorando in un perenne stato di incertezza e con le regole che cambiano di continuo, rendono arduo anche sperare di creare delle logiche di gruppo funzionali alla crescita della squadra. In Grecia hanno il detto “Il Partenone non è stato costruito in una sola notte” che spiega bene come il coniugare le esigenze di eccellenza con delle tempistiche non adeguate, difficilmente porta a buoni risultati.

L'unica via di ripresa sarà dunque la fine della crisi.
Al contrario perché è proprio nella crisi che ci sono le opportunità. Sono i sacrifici che dobbiamo fare che ci permetteranno di trovare le risorse per una ripresa. Bisognerà capire come le difficoltà che ci troviamo ad affrontare possono temprarci per farci superare il momento, ma allo stesso tempo consentirci di trovare gli slanci per impostare un futuro migliore, per il basket e per la nostra società.

Coach Mazzon, ricevuta una targa ricordo dalle mani dell'avvocato Sergio Genovesi, si è congedato così dall'esperienza bancolese dopo due intense giornate di lezioni tecnico-tattiche, da cui gli addetti ai lavori hanno cercato di carpire quanto più possibile per sviluppare i metodi di allenamento e di insegnamento della pallacanestro. E' stata un'occasione costruttiva che speriamo di poter ripetere in futuro perchè il valore intrinseco che un allenatore professionista dal grande spessore umano (ancor prima che tecnico) può portare al movimento cestistico è un bene prezioso da coltivare e da utilizzare al servizio della crescita dei nostri ragazzi.
Andrea Battisti

 
Pontek, altro stop a Castelcovati
Martedì 21 Ottobre 2014 19:35

Per il riscatto bancolese, pronto il derby con S.Pio X

Leggi tutto...BANCOLE. Seconda sconfitta consecutiva, la terza nelle prime quattro gare per il Pontek che torna da Castelcovati con un passivo pesante (90-62) al termine di un incontro mai in discussione e in cui i bresciani hanno sempre condotto. Già all'intervallo lungo il divario con i biancorossi di coach Albertini ammontava a venti lunghezze (52-32), che diventeranno 28 alla sirena. Non sono bastati gli 11 personali di Nicola Lerro (nella foto), top scorer del Pontek, per cercare di arginare una sconfitta amara, anche se arrivata contro una delle formazioni più in forma del girone. Ma per il Pontek l'occasione del riscatto è dietro l'angolo. Nell'anticipo della quinta giornata (venerdì 24/10 al PalaBancole, ore 21) infatti Borretti e compagni ospiteranno il fanalino di coda San Pio X nel secondo derby stagionale per la formazione bancolese. La compagine cittadina allenata da Ciro Tosetti si trova al momento ancora al palo in compagnia del Castegnato, avendo subito quattro sconfitte nelle altrettante partite del campionato fin qui disputato. Sarà quindi un match fondamentale al di là del valore campanilistico della sfida, perché le due formazioni necessitano di punti per riscattare un avvio di stagione giocato fin qui con il freno a mano tirato.
Andrea Battisti

CASTELCOVATI 90
PONTEK BANCOLE 62
(24-16; 52-32; 65-43)
CASTELCOVATI: A.Maestri 6, Avaldi 8, Guindani 7, D.Maestri 13, Muzio 3, Fogliata 3, Curti 21, Starrantino 6, Milani 6, Temponi 13, Terzi 4, Longer 2. All.: Lanesi.
PONTEK: Caravati 3, Martinelli 2, Sacchi 6, Zucchet 6, Borretti 6, Turina 2, Rossignoli 2, Diana 2, Albertini 4, Faccioli 8, Mantovani 8, Lerro 11. All.: Albertini-Martini
ARBITRI: Crescini e Canali

 
Un Coach per Noi (Andrea Mazzon)
Venerdì 17 Ottobre 2014 18:26

Leggi tutto...La società A.s.d. Basket Bancole è orgogliosa di presentare un grande evento che si terrà nei giorni di lunedì 20 e martedì 21 ottobre 2014 presso il PalaBancole di via Gramsci a Porto Mantovano. Grazie alla grande disponibilità di coach Andrea Mazzon e all’amicizia che lo lega alla nostra società, è stata organizzata una due giorni di basket junior con lo slogan “Un Coach per Noi”, dove i ragazzi avranno l’opportunità di essere allenati da un coach di grandissimo spessore tecnico e caratura internazionale. Una due giorni che permetterà a tutti, tecnici e giocatori, di vivere un'esperienza emozionante e di grande crescita.

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LA CARRIERA DI COACH ANDREA MAZZON

1985
Inizia la sua carriera come allenatore di squadre giovanili a Venezia.

1990
Ingaggiato dalla Glaxo Verona A1 (Tim Kempton and Russel Schoene) come 2° assistente allenatore.

1996-97
Diventa capo allenatore a Verona vincendo la Supercoppa italiana. Ha raggiunto la finale della Coppa Saporta (competizione europea) contro il Real Madrid (Coach Obradovic), e la semifinale contro la Benetton (Coach Mike D'Antoni). Votato allenatore dell'anno in Italia.

1997-98
Riconfermato a Verona dove vince la Coppa Korac (competizione europea). Qualficato alle final four di Coppa italia. 1998-2000 Capo Allenatore del Panionios Atene (Grecia) dove ha raggiunto la semifinale di Eurolega contro il Barcellona.

2002-2005
Quinto posto in camionato con Napoli, qualificato per la Uleb Cup e secondo posto nella classifica Allenatori dell’anno.

2005-2006
Allenatore all’Aris Salonicco (Grecia), finalista in Uleb Cup contro Coach Ivkovic (Kimky-Russia). Nominato Coach dell’anno e qualificazione in Eurolega. Semifinalista nel campionato Greco.

2006-2007
Allenatore Aris Salonicco (Grecia), nelle Top 16 di Eurolega. Qualificazione in Eurolega e semifinalista nel campionato greco. Coach dell’All-Star game.

2009-2013
Allenatore della Reyer Venezia. Secondo classificato come allenatore dell’anno, per il secondo anno coach dell’All-Star game. Qualificato alle Final 8 di Coppa Italia. Qualificato ai Playoffs del campionato italiano.

 

IL PALMARES DI COACH ANDREA MAZZON

1997
Secondo classificato in Uleb Cup.
Coach dell’Anno del campionato italiano.
Coach all’Eurocamp a Parigi (Francia) con Coach Ravelig.
Coach al Nike Summer League.

1998
Vincitore Coppa Korac.
Final four Coppa Italia.
Coach all’Eurocamp a Barcellona (Spagna) con Coach Ravelig.
Coach al Nike Summer League.

1999
Semifinale di Coppa Korac.
Final four coppa di Grecia.
Coach dell’All-Star game campionato greco.
Coach all’Eurocamp a Treviso (Italia) con Coach Ravelig.
Coach al Nike Summer League.

2003
Secondo classificato come Coach dell’anno del campionato italiano.
Final 8 campionato italiano.

2005
Secondo classificato in Uleb Cup.
Qualificazione in Eurolega.
Coach dell’anno.

2006
Top 16 di Eurolega.
Qualificazione in Eurolega.
Coach All-Star game.

2007
Qualificato in Uleb Cup.

2010
Coach dell’anno.

2011
Secondo classificato Coach dell’anno.
Final 8 Coppa Italia.

2012
Final 8 Coppa Italia.

2013
Quarti di finale play off campionato italiano.

 
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